Le nostre proposte

Richieste concrete per aiutare il comparto ristorazione

Nessuno più di noi è nella posizione di quantificare i danni economico-sociali che la crisi conseguente al coronavirus andrà a creare sul tessuto imprenditoriale di una nazione che fonda parte sostanziale della sua economia sull’ospitalità e sul turismo. L’Europa e le pubbliche amministrazioni si stanno preparando a stanziare tutte le risorse disponibili per tamponare la crisi in corso, il nostro compito è assicurarci che tali risorse vengano equamente distribuite tenendo conto dell’esposizione a cui la nostra categoria è soggetta.

Imposte e tributi

Al fine di contingentare i conseguenti danni economico-sociali è necessario prevedere sostanziali misure di sostegno alle imprese di questa categoria, sfruttando efficacemente l’attuale sospensione dei vincoli di bilancio pubblico. Necessario dare respiro finanziario alle imprese evitandone il soffocamento.

RATEIZZAZIONE DEI VERSAMENTI 2019 A PARTIRE DAL 2021 E RAVVEDIBILITÀ CON PERDITE 2020

Al fine di limitare quanto più possibile il tasso di fallimento delle imprese del comparto, sarebbe auspicabile poter sospendere il versamento in scadenza nell’anno 2020 delle imposte a debito per l’anno 2019 ed apportare una modifica temporanea eccezionale al trattamento delle probabili perdite fiscali maturande nell’anno 2020, rendendole totalmente e illimitatamente compensabili con i risultati dei futuri esercizi. Questo permetterebbe ai ristoratori di avere il tempo necessario per rigenerare le liquidità necessarie per far fronte alle imposte del 2019, onere a cui oggi è difficile far fronte a causa della mancanza di liquidità delle imprese di settore dato lo Stato di Emergenza in atto.

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AZZERAMENTO DELLE IMPOSTE LOCALI PER SERVIZI NON GODUTI
La completa sospensione delle attività per il periodo di emergenza epidemiologica rende irragionevole ed ingiusto richiedere alle imprese il pagamento di servizi di cui non si è beneficiato e beni di cui non si è goduto. Chiediamo venga definitivamente chiarito come: TARI per ritiri rifiuti non avvenuti, COSAP per suolo pubblico non occupato, CIMP, SIAE e qualsiasi imposta su utenze di cui non si è usufruito durante la emergenza epidemiologica, non siano dovute per tutto il periodo di quarantena.

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RIDUZIONE DEL RITIRO RIFIUTI A FRONTE DELLA RIDUZIONE TARI 2020 - 2021
Inutile ed inefficiente avere il ritiro giornaliero dei rifiuti se il lavoro effettivo delle attività commerciali non lo richiede. In un periodo di recessione come quello che abbiamo davanti, meglio ridurre il livello di tali servizi al minimo essenziale per far fronte alla sospensione della relativa imposta locale. I contratti per la gestione dei rifiuti, per quanto vincolati, devono poter prevedere una riduzione del livello di questo ramo dei servizi in una situazione di emergenza come questa.

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ABBATTIMENTIO TARIFFA COSAP 2020 - 2021
Indipendentemente dall’effettiva necessità di misure di sicurezza nei mesi a venire, la fobia da “assembramento” rimarrà per molti mesi nella mente dei cittadini.

Irragionevole costringere le attività a rinunciare al dehor, divenuto troppo oneroso per i livelli di attività previsionali, proprio nel momento in cui è importante massimizzare le distanze nello svolgimento dell’attività di somministrazione.

Il calo dei flussi turistici e del generale livello di attività in arrivo alla fine della quarantena, inoltre, ridurrà sostanzialmente il valore di mercato dei dehor per cui le cifre precedentemente richieste risulteranno eccessivamente onerose da un punto di vista economico.

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Ammortizzatori Sociali

Senza gli adeguati ammortizzatori sociali, il calo previsionale di lavoro del nostro comparto costringerebbe al licenziamento di milioni di dipendenti, avviando quel processo recessivo che porta al congelamento dei consumi ed avvitandoci in una crisi senza uscita.

PROROGA DELLA CIG / FIS A TUTTO IL 2020

Gli ammortizzatori sociali ad oggi previsti sono pensati per per sostenere i dipendenti di tutti i settori durante il periodo di quarantena. 
Non vi è ancora nessuna misura prevista per il sostenimento dei dipendenti di settori che , come il nostro, rimarranno fortemente segnati dalle conseguenze della crisi epidemologica, con cali di fatturato attesi intorno al 70%.
E’ Necessario prevedere strumenti in grado di assorbire il calo strutturale di lavoro che subirà la ristorazione, e di conseguenza il milione e mezzo di famiglie che ci lavorano.

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SGRAVI FISCALI PER CHI NON LICENZIA

Per evitare di far salire la disoccupazione alle stelle, sono necessarie misure vote a far si che sia conveniete per le imprese far lavorare più persone, poche ore a persona. Ad oggi il cuneo fiscale crea la situazione diametralmente oposta, e questo squilibrio va calmierato con opportuni incentivi al mantenimento di una forza lavoro più ampia possibile.

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Locazioni

Solo grazie ad un vero spirito di solidarietà trasversale riusciremo ad uscire da questa crisi limitando i danni. Noi imprenditori rinunciamo al 100% del nostro fatturato, non  finanziare anche le perdite che sta subendo il mercato immobiliare.

ESTENSIONE DELLA CEDOLARE SECCA A CONTRATTI COMMERCIALI AGEVOLATI

Al fine di favorire il raggiungimento di accordi privati tra i locatori commerciali e gli imprenditori che si trovano a far fronte ad un costo non più sostenibile, è ragionevole richiedere l’estensione della cedolare secca al 10% (prevista dal decreto mille proroghe a favore dei comuni colpiti da eventi calamitosi) ai locatori, siti in comuni fortemente colpiti dal calo turistico, che accettano la riduzione dei canoni al 50% per i 18 mesi a partire dalla data di riapertura.
Una cedolare secca al 10%, applicabile ai redditi IRPEF nonché ai redditi delle aziende operanti nel settore immobiliare, della durata di 4 anni, reintegrerebbe totalmente le perdite subite dai locatori che accettano di dimezzare il canone di locazione senza pesare nell’immediato sulle casse pubbliche.
Si tratta di spalmare l’intervento pubblico su 4 anni rinunciando a crediti che ancora devono maturare.

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CREDITO D'IMPOSTA AI LOCATORI
Così come noi imprenditori siamo a rinunciare alla totalità del nostro fatturato, anche i locatori dei fondi commerciali dovrebbero essere chiamati a sostenere un sacrifico almeno temporaneo.

Risulta infatti alquanto irragionevole chiedere a chi si trova in situazione di totale illiquidità, avendo sospeso tutte le sue entrate, di pagare per un bene che, per legge,  non rientra temporaneamente nelle sue disponibilità, offrendo un credito d’imposta del 60%. Per aituare le nostre aziende, che danno lavoro a milioni di famiglie, le misure da adottare devono essere volte a creare liquidità e non ad assorbirla. Un credito di imposta riconosciuto al locatore per i canoni non goduti durante la quarantena, andrebbe esattamente in questa direzione.

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INVALIDITA' DEGLI SFRATTI PER MANCATO PAGAMENTO CANONI IN QUARANTENA

Al fine di eliminare inutili contraddittori e di salvaguardare la continuazione delle nostre attività commerciali che danno lavoro 1,2 milioni di famiglie, sarebbe opportuno eliminare ogni incertezza riguardo l’invalidità delle eventuali richieste di sfratto per morosità, fondate sul mancato pagamento dei canoni di locazione nel corso dell’emergenza “covid-19”. Noi non siamo in grado di pagare le locazioni in questo periodo di chiusura, e non siamo in grado di indebitarci per un Immobile che non abbiamo disponibile per la sua funzione. Ci rivolgiamo alle istituzioni per trovare una soluzione che ci consenta di continuare a fare impresa con i nostri collaboratori nel momento della riapertura.

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Rete di impresa

Fare rete è l’unico modo che abbiamo per mobilitarci sinergicamente favorendo il nostro comparto. Di seguito alcune proposte finalizzate alla riduzione di costi e alla creazione di valore derivante dalla condivisione tramite un sistema di rete di imprese.

ConsegnAMO @ Firenze
Il progetto nasce con la finalità di gestire direttamente il mercato del delivery nella nostra città disintermediando dallo scacco delle major che chiedono percentuali di oltre il 40% considerando tra contrattuali e nascoste

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CONDIVISIONE DEL PERSONALE A CHIAMATA

La crisi derivante da corona virus andrà a colpire diversamente i vari appartenenti alla nostra categoria in base a quanto pesava la quota turismo sul fatturato. Al fine di evitare il totale licenziamento dei nostri collaboratori, vogliamo creare una piattaforma dove poter mettere i dipendenti a chiamata a disposizione di tutte le imprese della rete, in modo da permetterne il mantenimento tramite lavoro per più aziende.

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Accesso al credito

Le misure previste dal governo al favore dell’accesso al credito devono ancora essere convertite in strumenti veri e propri da parte degli istituti finanziari. Attendiamo maggiori informazioni per poter commisurare l’efficacia del decreto liquidità per le aziende della nostra categoria.

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